
VENEZIA

Cielo Blu Acqua




I colori del Fuoco
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da Iperione di Friedrich Hölderlin

"Il suo nome è bellezza"
Ho veduto una sola volta l'unica, colei che la mia anima cercava, e la perfezione che noi collochiamo al di sopra delle stelle, che noi allontaniamo sino alla fine del tempo, questa perfezione l'ho sentita presente. Era là, questo essere supremo, là nella sfera della umana natura e delle cose esistenti.
Non domando più dove essa è; è esistita nel mondo e può ritornarvi; vi è soltanto nascosta. Non domando più che cosa sia, l'ho veduta, l'ho conosciuta.
O voi, che cercate quanto vi è di più alto e di più perfetto, nella profondità della sapienza, nel tumulto dell'azione, nel buio del passato, nel labirinto del futuro, nelle tombe e al di sopra delle stelle! conoscete il suo nome? il nome di ciò che è uno e tutto?
Il suo nome è bellezza.
Sapevate voi ciò che volevate? Io non lo so ancora, ma ne ho il presentimento, il presentimento della nuova divinità e del nuovo regno e mi affretto verso di esso e afferro gli altri e li conduco con me come il fiume le correnti verso l'oceano.
E tu, tu mi hai indicato il cammino! Con te ho incominciato. Non sono degni di una parola gli anni in cui non ti conoscevo ancora.
SAINT ANDREW IN COMO PARK

Una chiesa cattolica a Saint Paul, la città gemella di Minneapolis.
Si celebra la vita per non doversi dire addio.
da SIDDHARTA di Hermann Hesse
Presso questo fiume voglio restare, pensava Siddharta; è lo stesso sul quale sono passato una volta mentre mi recavo dagli uomini-bambini. Un cortese barcaiolo allora m'aveva traghettato. Voglio andare da lui, dalla sua capanna una volta il mio cammino m'aveva condotto a una nuova vita, che ora è diventata vecchia e spenta: così possa anche il mio cammino d'oggi, la mia nuova vita d'oggi trovare laggiù il suo approdo!
Affettuosamente guardò il fluir dell'acqua, in quel suo verde trasparente, nelle linee cristalline del suo disegno pieno di segreti. Perle leggere vedeva salire dal profondo, tranquille bolle d'aria galleggiavano alla superficie, e l'azzurro del cielo vi si rifletteva. E anche il fiume lo guardava a sua volta, coi suoi mille occhi verdi, bianchi, cristallini, azzurri come il cielo. Quest'acqua lo affascinava: quanto l'amava, come le era riconoscente! Udiva in cuore parlare la voce ora ridesta, ed essa gli ripeteva: Ama quest'acqua! Resta con lei! Impara da lei! Oh sì, voleva ascoltarla, da lei voleva imparare! Chi fosse riuscito a comprendere quell'acqua e i suoi segreti - così gli pareva - avrebbe compreso anche molte altre cose, molti segreti, tutti i segreti.
Ma dei grandi segreti del fiume, per quest'oggi non vedeva che una cosa sola, tale però da afferrare interamente l'anima sua. Ecco quel che vedeva: questa acqua correva correva, sempre correva, eppure era sempre lì, era sempre e in ogni tempo la stessa, eppure in ogni istante un'altra! Oh, chi potesse afferrar questo mistero, comprenderlo! Egli non lo afferrava né lo comprendeva, sentiva soltanto un presagio muoversi in lui, ricordi lontani, voci divine.
